L’ inverno e la sedia
L’inverno e la sedia
Sapete… a volte mi capitava di pensare che l’uomo fosse cambiato, forse, che non raccogliesse più la sua fecondità nel campo dove da piccolo giaceva e che non prendesse sul serio la sua ironia, quest amica che si usa solo per uscirne indenni da questioni seriose. Ma ora; ora sono felice di potervi parlare e dire che tutto intorno è cambiato solo e sempre in nostra funzione, perché noi siamo il cambiamento…già, noi siamo…
Vorrei aprire quest’anno con un monito rivolto a tutte le generazioni che si sentono parte di un qualcosa di più grande: “Amate finché siete in vita”. Forse potranno sembrare parole amare su uno sfondo innevato (come la Milano di oggi) ma, fidatevi, è l’unico modo per camminare ritti, giorno per giorno, verso l’umanità; perché sopravvivere può dare soddisfazioni, noie e gioie, ma vivere con la vivida percezione che tutto quanto un giorno finirà, non è facile, come non è facile o probabilmente non lo è stato, per tutte quelle persone che, gettando inchiostro su un foglio, hanno raccontato esperienze, amori e dolori infiniti.
Simo
Quadro di Camille Pissarro – Brouillard a l’Hermitage – Pontoise
Walt Whitman
Io sono uno che accarezza la vita ovunque vada, che volga indietro o in avanti.
Mi chino sulle nicchie appartate e i subalterni, non trascuro un oggetto o una persona.
Tutto assorbendo in me e per questo io canto.
Pablo Neruda
Evitiamo la Morte in piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede un sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto un’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità