Santiago

Ottobre 12, 2007 at 1:52 pm (Esperienze) (, , )

Saint Jean Pied de Port è un paese molto accogliente con alberghi un po’ sparsi per le strade e un borgo stretto a misura d’uomo. I due ponti paralleli, sotto cui scorre il fiume, delimitano la zona storica dalla zona moderna.

Dalla chiesa fino all’imboccatura della via maestra ho mirato case di un antico stile e odorato quell’aria tanto strana da farmi ricordare le feste di paese, cercavo di unire quella sensazone al compito che mi spettava quando il disagio, di colui che affronta un ostacolo davanti a sè, si è fatto largo tra i miei pensieri. Ero comunque contento e positivamente attratto da tutto ciò che c’era in quell’atmosfera straniera: scambiavo opinioni riguardanti esperienze passate e ascoltavo silenzioso chi aveva da consigliarmi ostentando a volte sicurezza.

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Non avevo ancora fatto i conti con il tempo che la stanchezza, di quel viaggio pieno di visioni, si era già fatta sentire. Ho continuato lungo la via del mio primo albergo a conversare con chiunque volesse unirsi al gruppo ma, nonostante tutto, non ero ancora sicuro di partire, di voler cercare quello che ancora non avevo ben chiaro: Ero pessimista ma comunque fiducioso nelle mie capacità di adattamento: perchè mai avrei dovuto fasciarmi la testa prima di essermela rotta? Il vero problema che stava alla base era la paura. Quella sera, il non saper come affrontare il domani, mi ha fatto calare nell’attesa, dove ogni uomo pensa sempre al peggio perchè non ha un’ immediata risposta che lo soddisfi. Ricordo che Il giorno dopo mi sono alzato all’alba; lo ammetto, ero emozionato ma non sufficientemente per rendermene conto. Ho controllato almeno cinque volte se tutto era in ordine : controllavo lo zaino, i tiranti, perfino il moschettone appeso alla maniglia principale volevo fosse nella sua posizione, ma nel frattempo, pensavo ai diversi modi che tutte quelle cose mi avrebbero dato fastidio e mi chiedevo se era giusto, o sbagliato, qualsiasi posto le mettessi: mi accorgevo che il tempo passava e la paura saliva sempre più all’idea di iniziare.Quando ad un tratto, senza accorgermene, mi son trovato solo in stanza. Era il segnale .

Fuori le nuvole facevano capolino e l’aria frizzante entrava nelle vie scoprendomi negli angoli. So che non riflettevo sulle questioni della sera prima, anzi ero di buon umore nonostante il tempo un po’ grigio e speravo nel sole di mezzogiorno, ma sapevo anche che presto avrei assaggiato la fatica, almeno iniziale, di chi affronta  qualcosa di più grande.

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